Panoramica dei progetti
Decentralizzazione e partecipazione civile in Bolivia
La democrazia e il buongoverno non sono un lusso
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Le prime esperienze di pianificazione regionale sono rappresentate dalla realizza-zione di progetti della DSC nel Dipartimento di Chuquisaca, dove è situata la capi-tale Sucre. Nell'ambito del
progetto PLAREG (Planificación Regional) si è svolta una collaborazione con la Sezione della pianificazione della Corporazione di svi-luppo statale (Corporación de Desarrollo Regional de Chuquisaca).
Innanzitutto, sono stati preparati strumenti pianificatori, quali un inventario delle risorse naturali e uno studio socioeconomico sul Dipartimento, ancora abbastanza arretrato. In un secondo
momento, si trattava di allestire studi di fattibilità per progetti di sviluppo e piani finanziari e d'investimento. Nel 1988, il Dipartimento disponeva per la prima volta di un piano di sviluppo a
lungo termine. A livello di Stato centrale, la DSC ha partecipato, assieme alla Banca mondiale, a un'iniziativa intesa ad aiutare la Bolivia a decentralizzare importanti servizi pubblici e a meglio sintonizzare i progetti di sviluppo con le esigenze locali. Il progetto EM-SO (Economic Management Strenghtening Operations) è diventato negli anni No-vanta un esempio di pianificazione decentralizzata per settori importanti quali la sanità, l'istruzione e i trasporti. L'ambizioso obiettivo di giungere all'approvazione in Parlamento di una legge sulla decentralizzazione è tuttavia fallito a causa dell'op-posizione politica. Al fine di promuovere lo sviluppo delle aree rurali, è stata istitui-ta una rete informale (Grupo de Desarrollo Rural) a cura del DFAE che riunisce rappresentanti dello Stato e della società civile, come pure di diversi settori e di-scipline, attorno a un tavolo per discutere l'aspetto tecnico di problemi di sviluppo. Democrazia tormentata L'opera di sostegno del progetto PADEM si concentra prevalentemente sui comuni rurali, dove i rappresentanti eletti dal popolo e i funzionari comunali sono solo par-zialmente all'altezza dei nuovi compiti. Si tratta in concreto di offrire alle autorità consulenza specialistica nell'applicazione delle leggi e dei decreti, come pure nelle questioni amministrative e di pianificazione comunale allo scopo di ottenere u-n'amministrazione trasparente e a misura di cittadino. Contemporaneamente, la cittadinanza dev'essere istruita sui propri diritti e doveri, nonché a farne uso ‒ nel senso più ampio. In tal modo vengono stimolati a partecipare alla vita sociale quei boliviani – perlopiù indigeni delle etnie Aymara, Quechua o Guaraní ‒ che gene-ralmente rimangono esclusi dalle decisioni politiche. Un'attenzione particolare è dedicata al rafforzamento e all'organizzazione della società civile, al fine di favorire una partecipazione attiva alla vita comunale. I contenuti delle leggi sono divulgati in forma facilmente comprensibile per mezzo di corsi, pubblicazioni e trasmissioni radiofoniche. Vengono formati promotori locali, incaricati di intrattenere i contatti con le amministrazioni comunali e le organizzazioni di base, come pure giornalisti delle stazioni radio rurali. Ben presto è risultato evidente che non basta migliorare le prestazioni dello Stato a livello comunale e rafforzare la partecipazione civile. In molti comuni della Bolivia l'indigenza e la povertà sono croniche. Nel 1997, la DSC ha avviato il progetto PADER (Proyecto de promoción al desarrollo económico rural), il cui obiettivo è creare nei comuni rurali condizioni quadro favorevoli allo sviluppo economico. Si tratta in primo luogo di misure volte a promuovere l'economia locale. Funzionari e rappresentanti dell'economia discutono su progetti comuni nell'ambito di comitati di sviluppo a livello comunale. Con l'appoggio di esperti esterni, vengono analizzate possibilità di sviluppo e avviate filiere a valore aggiunto. Lo spirito imprenditoriale di contadini, artigiani e commercianti viene stimolato mediante azioni mirate. Tra il 1997 e il 2003, la DSC ha contribuito con diverse iniziative a instaurare una cultura del dialogo in un Paese caratterizzato da profonde divisioni politiche e so-ciali. Un «Dialogo
nazionale» ha messo in contatto politici e rappresentanti della società civile. Il risultato più importante dei colloqui è stata una chiara strategia per la riduzione della povertà nell'ambito del
condono del debito a favore dei Paesi in sviluppo più poveri. Assieme ad Haiti, la Bolivia occupa l'ultimo posto nell'Indice dello sviluppo umano in America latina. Il dialogo ha comportato un
rafforzamento del ruolo dei comuni ‒ da sempre trascurati ‒, dei piccoli contadini e dei piccoli imprenditori, nonché della popolazione indigena. |
Il progetto in breve Settore responsabile Cooperazione bilaterale Tema Democratizzazione/Decentramento Paese / Regione Bolivia Partner Governo centrale, autorità e associazioni comunali, asso-ciazioni di contadini, organiz-zazioni non governative svizzere e locali Situazione iniziale / informazioni contestuali In Bolivia sono in atto riforme che conducono a una profon-da ristrutturazione del siste-ma politico e amministrativo. Ai Comuni sono affidate più competenze e risorse. Obiettivo del progetto Promozione dell'amministra-zione decentratizzata, raffor-zamento dell'autonomia co-munale e partecipazione civi-le Gruppo destinatario Autorità comunali, organizza-zioni di contadini, organizza-zioni della popolazione civile Quadro finanziario ca. 12 Mio. CHF Durata 1996 - 2012 Contatto Divisione America latina Ufficio di cooperazione della Svizzera in Bolivia |
