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22.04.2008 - Articolo
Un contributo duraturo al processo di riforma

ROMANIA E BULGARIA: SI CONCLUDE L’AIUTO ALLA TRANSIZIONE

Gli uffici svizzeri della cooperazione di Sofia e Bucarest chiuderanno i battenti alla fine di maggio 2008. Nei rispettivi paesi la DSC ha aiutato a introdurre solide riforme in diversi settori, quali la salute, l’ambiente e la gestione della cosa pubblica. Opuscoli, filmati e un dossier web offrono uno spaccato delle esperienze di quindici anni di lavoro fianco a fianco.

I collegi per l’espressione democratica di base sono uno dei progetti più importanti promossi dalla Svizzera in Bulgaria. A partire dal 2000 hanno visto la luce 384 progetti proposti da 107 di questi collegi. Ad esempio un parco giochi a Gabrovo, un ufficio del turismo a Sevlievo, un centro per corsi internet a Chitalishte e un progetto per abbellire la città di Yablanitsa. Un sistema che ha toccato quasi il 40 % dei comuni bulgari. Ma non contano solo i risultati: il processo partecipativo è altrettanto importante, poiché è stato in grado di mobilitare persone dai più disparati settori d’interesse. «Diversi sindaci ci hanno detto che ora possono contare su un gruppo di cittadini impegnati che prendono parte alla vita politica del comune: uno sviluppo senz’altro positivo», afferma Heinz Kaufmann, coordinatore svizzero a Sofia.

Chiusi i collegi, cosa resta? Alcuni comuni utilizzeranno di nuovo questo metodo per discutere di bilanci e di progetti di ampio respiro, mentre altri hanno deciso di attendere ancora. A molti dei quasi 150 moderatori e coordinatori formati appositamente sono stati attribuiti nuovi incarichi nello stesso settore. Le competenze disponibili sul posto sono ormai molto buone. Heinz Kaufmann ricorda che, con l’aiuto svizzero, a livello locale e nazionale sono sorte ben 8 organizzazioni specializzate. A partire dalle esperienze raccolte sono stati elaborati manuali didattici e un documentario sui collegi, che la DSC ha introdotto con successo anche in Macedonia.

Per una svolta occorre tempo
In Romania la Svizzera ha contribuito alla riforma del sistema sanitario, in particolare nei settori neonatologia e medicina d’urgenza. Decine di ospedali sono state dotate di un equipaggiamento moderno e più di 3’000 persone curanti hanno seguito corsi di aggiornamento. Le cifre parlano chiaro: nelle regioni toccate il tasso di mortalità dei neonati e dei bambini in tenera età è molto diminuito rispetto alla media nazionale, le cure mediche sono migliori e le persone meno abbienti vi accedono con più facilità. Senza dimenticare che, rispetto alla metà degli anni Novanta, oggi alcuni ospedali sono in grado di accogliere il doppio dei pazienti. Che ne sarà delle riforme promosse? «Ripongo le mie speranze sui professionisti che lavorano presso gli ospedali universitari: sono stati la forza trainante della riforma». Questo il bilancio di Anton Hagen, coordinatore uscente a Bucarest.

Così come il collega Heinz Kaufmann, egli considera che, malgrado i passi avanti, il cambiamento istituzionale sia ancora molto lento. Le ragioni non vanno cercate nel livello di educazione, considerato buono in entrambi i paesi, bensì nei frequenti avvicendamenti di personale a livello ministeriale, sovente dettati da motivi politici, che mettono in pericolo la continuità delle riforme.

I primi progetti a partire dal 2009
Con il contributo all’allargamento a favore di Bulgaria e Romania, che corrisponde all’aiuto già garantito in passato a questi due paesi, la Svizzera interviene di nuovo per lottare contro le disuguaglianze economiche e sociali in Europa. Dell’intero importo messo a disposizione, ossia 257 milioni di franchi, la Bulgaria dovrebbe beneficiare del 30 % (76 millioni di fr.) e la Romania del 70 % (181 millioni di fr.).

Il 2 aprile la Svizzera e l’UE si sono accordate sui principi generali a cui il contributo all’allargamento deve ispirarsi. Una volta che il Consiglio federale avrà confermato questa intesa, nell’autunno del 2008 il Parlamento dovrebbe approvare il relativo credito-quadro. Negli accordi bilaterali con i due paesi saranno negoziate le priorità specifiche e le procedure da seguire. Le prime domande di finanziamento di progetti sono attese per la metà del 2009.


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