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Due anni dopo, la differenza salta agli occhi. Sulle rovine dell’ospedale distrutto da 14 anni di conflitto armato è stato ricostruito un edificio tre volte più grande. Quando sarà pienamente operativo, offrirà ben 150 posti letto, rispondendo così perfettamente ai bisogni della popolazione della regione. Al rifacimento ha lavorato manodopera locale, con materiali del posto, sotto la supervisione di un architetto svizzero in collaborazione con architetti e ingegneri liberiani.
Per facilitare l’accesso all’ospedale ma anche il tragitto dai villaggi fino al mercato del capoluogo, la DSC ha contribuito a rimettere in sesto la rete di strade secondarie che conducono a Voinjama. A questo vasto progetto, durante il quale sono stati ricostruiti anche 6 edifici scolastici, la popolazione ha preso parte direttamente: diverse migliaia di abitanti di 68 villaggi sono state chiamate a fabbricare il mobilio per le aule e a confezionare le uniformi per 15’000 alunni.
La ricostruzione dell’ospedale di Voinjama è una prima tappa del risanamento delle infrastrutture mediche della provincia di Lofa. L’istituto funziona per ora sotto la supervisione della DSC e con la collaborazione dell’ONG statunitense “International Medical Corps”. Tra poco tempo, ossia fra tre o cinque anni, la sua gestione sarà interamente rilevata dal Ministero liberiano della salute.
22.04.2008 - Articolo
Un progetto pilota per dimenticare la guerra
COOPERAZIONE CON LA LIBERIA
Poco prima di Pasqua Walter Fust ha intrapreso uno dei suoi ultimi viaggi ufficiali in veste di direttore della DSC. Destinazione: la Liberia, più esattamente la provincia di Lofa, dove è stato inaugurato un ospedale di cui la DSC ha finanziato la ricostruzione. Durante il suo viaggio ha incontrato anche la presidente Ellen Johnson Sirleaf.
Per accertarsi di persona della situazione e per dimostrare, ancora una volta, che l’efficacia dell’aiuto della DSC va ben al di là delle sole parole, Walter Fust è tornato di recente a Voinjama, capoluogo della provincia liberiana di Lofa, confinante con la Guinea e la Sierra Leone, nella parte settentrionale del paese. Si era già recato sul posto nella primavera del 2006 per definire in che modo la Svizzera avrebbe potuto contribuire a migliorare le condizioni di vita degli abitanti di questa regione isolata dal resto del mondo durante i 4-5 mesi della stagione delle piogge.Due anni dopo, la differenza salta agli occhi. Sulle rovine dell’ospedale distrutto da 14 anni di conflitto armato è stato ricostruito un edificio tre volte più grande. Quando sarà pienamente operativo, offrirà ben 150 posti letto, rispondendo così perfettamente ai bisogni della popolazione della regione. Al rifacimento ha lavorato manodopera locale, con materiali del posto, sotto la supervisione di un architetto svizzero in collaborazione con architetti e ingegneri liberiani.
Per facilitare l’accesso all’ospedale ma anche il tragitto dai villaggi fino al mercato del capoluogo, la DSC ha contribuito a rimettere in sesto la rete di strade secondarie che conducono a Voinjama. A questo vasto progetto, durante il quale sono stati ricostruiti anche 6 edifici scolastici, la popolazione ha preso parte direttamente: diverse migliaia di abitanti di 68 villaggi sono state chiamate a fabbricare il mobilio per le aule e a confezionare le uniformi per 15’000 alunni.
La ricostruzione dell’ospedale di Voinjama è una prima tappa del risanamento delle infrastrutture mediche della provincia di Lofa. L’istituto funziona per ora sotto la supervisione della DSC e con la collaborazione dell’ONG statunitense “International Medical Corps”. Tra poco tempo, ossia fra tre o cinque anni, la sua gestione sarà interamente rilevata dal Ministero liberiano della salute.
Ulteriori informazioni e documenti
- Liberia
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