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«Un solo mondo» al tema dell'efficacia

Un solo mondo 3/2012
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NZZ Artikel
Entwicklung ohne Hilfe  «Erschienen in der Neuen Zürcher Zeitung am 29.6.2013» 
Resultate sind dokumentiert «Erschienen in der Neuen Zürcher Zeitung am 30.7.2013» 
Wirksame Entwicklungshilfe «Erschienen in der Neuen Zürcher Zeitung am 9.8.2013» 

Mit freundlicher Genehmigung der Neuen Zürcher Zeitung

Basi per migliorare l'efficacia

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Partendo dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM), numerosi Paesi hanno dimostrato la volontà di esaminare la concessione e l'impiego dell'aiuto al fine di ottimizzare il proprio contributo allo sviluppo. Adottando gli OSM, la comunità internazionale ha definito per la prima volta con chiarezza quali risultati concreti intende raggiungere in un arco temporale di 15 anni.

Sin dalla fine degli anni 1990, la discussione sull'efficacia dell'aiuto allo sviluppo è oggetto di un intenso dibattito a livello sia nazionale che internazionale. La sfida principale è di dimostrare che il denaro del contribuente serve davvero a ridurre la povertà in modo duraturo.

Nel 2000, sotto l'egida dell'ONU, gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) sono stati i primi pilastri di un approccio globale fatto di grandi sfide mondiali connesse allo sviluppo. Per la prima volta, a parte la formulazione dei grandi obiettivi, sono stati definiti indicatori molto concreti per la misurazione dei risultati. Su questa scia sono stati conclusi altri trattati, che sottolineano la volontà della comunità internazionale di riformare il modo in cui l'aiuto è concesso e impiegato: la Dichiarazione di Parigi (2005) e il Piano d'azione di Accra (2008) adottati da 150 Paesi e organizzazioni internazionali, volti a migliorare la coordinazione e la ripartizione dei compiti tra i donatori e ad accrescere la responsabilità dei beneficiari dell'aiuto pubblico.

Alla fine del 2011 si è svolto a Busan il 4° Forum di alto livello sull'efficacia degli aiuti, in occasione del quale è stato stilato il bilancio dell'impegno degli Stati firmatari della Dichiarazione di Parigi e del Programma d'azione di Accra (AAA). Il Forum ha anche permesso alla comunità internazionale di trovare un punto d'accordo che integra tutti gli attori della cooperazione allo sviluppo: donatori tradizionali, cooperazione Sud- Sud, Paesi emergenti, società civile e fondazioni private. La Dichiarazione di Busan ha quindi posato le basi di un nuovo partenariato globale per una cooperazione allo sviluppo più efficace.

In quanto attore impegnato nella cooperazione internazionale, la DSC ha orientato le sue attività di sviluppo verso gli OSM e ha sottoposto a verifica i suoi metodi e i suoi strumenti. Essa si è anche sforzata di adattare di conseguenza i propri programmi di cooperazione bilaterale o multilaterale.

Nuovo modo di misurare l'efficacia dell'aiuto

Non si tratta più di misurare la validità di un progetto in base ai risultati - ad esempio il numero di pozzi scavati in un villaggio - ma anche di quantificare la catena dei risultati generati in termini di sviluppo: più facile accesso all'acqua potabile, migliore igiene generale, influenza positiva sulla salute pubblica ecc.

Come altri Paesi, la Svizzera non si concentra quindi unicamente sul rendimento dei suoi progetti individuali, ma s'interroga sul loro contributo allo sviluppo in senso lato - e questo coordinandosi con le autorità interessate e con altri attori dello sviluppo.

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