
Interviews with Martin Dahinden, Director of SDC and Jeffrey Sachs, Director of the Earth Institute at Columbia University and Director of the UN Millenium Goals.

"Se il mondo gira bene, anche la Svizzera gira bene"
Quanto sono realistici gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio? Perché il raggiungimento di questi obiettivi è importante anche per la Svizzera? A queste e altre domande risponde Anton Stadler, capo della sezione Analisi e politica della DSC.
La Svizzera e gli Obiettivi di sviluppo del Millennio
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono il principale punto di riferimento per la riduzione della povertà a livello mondiale. Il direttore della DSC Martin Dahinden illustra il ruolo che questi Obiettivi hanno giocato nel contesto della cooperazione allo sviluppo dal 2000 a oggi e quale sarà il loro ruolo dopo il 2015.

Successi …
Dapprima il lato positivo: negli anni passati sono stati compiuti importanti progressi nella riduzione della povertà a livello mondiale, nella formazione di base,
nella parificazione dei sessi in seno alla scuola primaria e nell’accesso all’acqua potabile. Ed è proprio in questi ambiti che la Svizzera ha contribuito in misura determinante ai successi
conseguiti sul piano internazionale. Il suo impegno in favore dello sviluppo delle aree rurali e dell’agricoltura nonché della promozione dell’economia nei Paesi partner è finalizzato alla riduzione
della povertà e consente a molte persone di lasciare alle proprie spalle una vita piena di stenti. La Svizzera ha fornito preziosi contributi per il raggiungimento degli obiettivi OSM anche nel
settore dell’acqua: grazie ai programmi svizzeri si stima che ogni anno 370'000 persone possano accedere più facilmente all’acqua potabile e beneficiare di una migliore igiene sanitaria, mentre sono
circa 30'000 le persone all’anno che possono disporre di sistemi di irrigazione più avanzati.
… e fallimenti
Il bilancio complessivo della comunità internazionale verso il raggiungimento degli otto obiettivi per il Millennio si presenta tuttavia in chiaroscuro: gli sviluppi
positivi registrati fino al 2007 sono in parte stati vanificati dagli effetti della crisi economica e finanziaria del 2008 e 2009. Per ridurre della metà la povertà e la fame rispetto al 1990 - che è
l’obiettivo principale dichiarato - rimane ancora molto da fare. Infatti, circa 1,4 miliardi di persone vivono tuttora in situazioni di estrema povertà.
Verso il futuro con gli OSM
La Svizzera continuerà a impegnarsi ed a partecipare agli sforzi internazionali per raggiungere gli OSM, ad esempio rafforzando il suo impegno nei
Paesi partner per la creazione e l’ampliamento di servizi sanitari nell’intento di ridurre ulteriormente il numero di bambini e madri che muoiono a causa della povertà. Al tempo stesso affronta in
maniera ancora più mirata le impellenti sfide globali riguardanti la sicurezza alimentare, i cambiamenti climatici, l’acqua e la migrazione. Attraverso specifici programmi globali, la Svizzera
contribuisce a un miglior approvvigionamento di generi alimentari nei Paesi poveri, a una maggiore sostenibilità ecologica e garanzia della biodiversità, a una migliore gestione dell’acqua nonché
alla massimizzazione degli aspetti positivi della migrazione per lo sviluppo.
Gli Obiettivi di sviluppo per il Millennio rimarranno nei prossimi anni un importante e utile quadro di riferimento anche per la Svizzera. Il fatto che nei rimanenti cinque anni non sarà verosimilmente più possibile raggiungere tutti gli obiettivi, non deve essere motivo di scoraggiamento, ma - al contrario - deve servirci da sprone ad aumentare in modo decisivo i nostri sforzi.
E dopo il 2015?
Queste nostre intenzioni conserveranno ovviamente la loro attualità anche dopo il 2015. Gli attuali OSM sono un prezioso strumento di monitoraggio, in quanto
evidenziano come gli effetti o i sintomi della povertà nei singoli Paesi si modificano a livello regionale e globale. In caso di un’eventuale futura discussione per la definizione di nuovi obiettivi
internazionali, la Svizzera si adopererà affinché la loro formulazione obiettivi sia maggiormente focalizzata sulle cause della povertà, che includono i conflitti, la fragilità degli Stati,
l’esclusione sociale, la prestazione economica carente, l’insufficiente mobilitazione di mezzi propri da parte delle persone facoltose nei Paesi poveri, la scarsa qualità dell’azione governativa, gli
insufficienti investimenti nella formazione e nella salute ecc.
In questo senso, anche in futuro la Svizzera collaborerà attivamente a trovare soluzioni coordinate a livello internazionale.
Martin Dahinden
Direttore della DSC