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Cosa succederà fino al 2015 – e poi?

Nonostante tutti gli sforzi profusi, entro il 2015 si potranno realizzare completamente solo pochi Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). Questa constatazione non deve però essere motivo di scoraggiamento, ma - al contrario - servire da sprone ad aumentare in modo decisivo gli sforzi dei governi, del settore privato e della società civile globale nel corso dei prossimi cinque anni.

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Dal 2000 gli OSM hanno ottenuto a livello mondiale un considerevole sostegno politico e finanziario a favore della riduzione della povertà e nel quinquennio 2011–2015 devono essere perseguiti con invariata sollecitudine. Nei prossimi cinque anni la Svizzera intende almeno mantenere, se non aumentare, il proprio contributo alla cooperazione internazionale.

Nei prossimi cinque anni, ma anche dopo il 2015, la comunità internazionale deve affrontare in maniera più aperta e più diretta le cause della stagnazione o del rallentamento dello sviluppo: in alcuni Paesi in via di sviluppo i conflitti armati, l’instabilità e la fragilità della situazione provocano sofferenza, paralizzano l’attività economica e vanificano i progressi compiuti. La debolezza dell’economia, la mancanza di innovazione e di investimenti provocano in alcune regioni un tasso di disoccupazione che oscilla tra il 30 e il 50 %, sottoccupazione e riduzione del potere d’acquisto.

Sfruttare le risorse proprie
In alcuni Paesi in via di sviluppo un apparato statale troppo pesante, troppo costoso e non abbastanza trasparente consuma i risparmi locali in modo non produttivo. In troppi Paesi poveri non vengono sfruttate in modo sufficiente le risorse proprie a sostegno dello sviluppo, vale a dire che lo Stato investe troppo poco nelle infrastrutture e nei servizi essenziali come l’istruzione e la sanità.

Il cambiamento climatico costringe alcuni Paesi meno avanzati a costosi adeguamenti. L’emigrazione di persone di istruzione elevata e volenterose dai Paesi poveri comporta alcuni effetti positivi come i trasferimenti di valuta, ma danneggia considerevolmente l’economia e l’apparato statale del Paese d’origine.

Aumentare l’efficacia
Per favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, la comunità dei Paesi donatori devono almeno mantenere il volume degli aiuti, se non addirittura aumentarlo, ed incrementare al contempo l’efficacia dell’impegno. Al tempo stesso sono necessari sforzi supplementari da parte del mondo industrializzato per migliorare la coerenza dell’influenza estera sui Paesi in via di sviluppo tanto nel commercio quanto nella politica agraria o nei flussi finanziari ecc.

Nel settore privato i gruppi industriali sono sollecitati a intensificare gli sforzi in favore dello sviluppo. Per i governi dei Paesi in via di sviluppo ciò significa ampliare le proprie basi tributarie, aumentare l’efficienza delle amministrazioni statali e investire più mezzi in settori che contribuiscono al raggiungimento degli OSM.

Impiegare i mezzi svizzeri in modo mirato
L’attuale nuovo orientamento della cooperazione allo sviluppo svizzera è concepito per permettere un impiego dei mezzi più incentrato sulla realizzazione degli OSM, una maggiore efficacia e una migliore quantificazione dei risultati.

La collaborazione con la società civile, già intensa, deve essere mantenuta. Sono già in corso consultazioni con il settore privato allo scopo tra l’altro di raggiungere una più stretta collaborazione e uno sfruttamento più effettivo del sapere e delle esperienze dell’economia privata a favore della cooperazione allo sviluppo e della realizzazione degli OSM.

La Svizzera si dichiara disposta a collaborare con la comunità degli Stati in tutti i gruppi multilaterali (OMC, ONU, Banca mondiale o banche regionali) alla creazione di regole globali che favoriscano soluzioni in grado di migliorare le prospettive di sviluppo dei Paesi poveri.

Per i responsabili della DSC e della SECO ciò significa orientare i loro programmi in modo ancora migliore e più efficiente in funzione del raggiungimento degli OSM. In altre parole, il Comitato interdipartimentale per lo sviluppo e la cooperazione internazionali (CISCI), il Consiglio federale e il Parlamento sono chiamati a migliorare la coerenza delle relazioni esterne della Svizzera. Per i responsabili della DSC e della SECO ciò significa anche orientare i loro programmi e progetti in maniera mirata e più efficace alla realizzazione degli OSM. Per gli operatori responsabili del Sud e del Nord ciò significa continuare a lavorare alle premesse che facilitano il raggiungimento degli OSM e a rimuovere gli ostacoli che frenano lo sviluppo e che possono compromettere la realizzazione degli OSM.

Dopo il 2015: ampliare la definizione di povertà
Per gli anni seguenti il 2015 ci si chiede come sarà possibile migliorare gli OSM esistenti e adeguarli alle problematiche del momento al fine di mantenerne o di rafforzarne gli effetti. Il dibattito sul seguito degli OSM dopo il 2015 deve accordare maggiore importanza alle problematiche globali e ai diritti dell’uomo basandosi su un concetto di sviluppo che definisca in modo più ampio il fenomeno della povertà.

Dalla dichiarazione degli OSM nel 2000 il mondo è profondamente cambiato economicamente, socialmente, ecologicamente e politicamente. Questo processo è destinato a continuare nei prossimi anni e la comunità internazionale dovrà tenerne conto nel decidere gli obiettivi dopo il 2015.

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